domenica 16 agosto 2009

Woodstock

Woodstock. 1969...sono trascorsi 40 anni.
In pieno movimento hippy, 500.000 giovani a Bethel una piccola città nello stato di New York.
32 tra musicisti e gruppi tra i più noti di allora.
Doveva essere un concerto apagamento che divenne poi a ingresso libero quando gli organizzatori presero atto della mole di persone accorse da ogni parte del Paese per parteciparvi.
Woodstock non rappresenta soltanto il concerto rock più importante della storia della musica ma rappresenta un'epoca o meglio ancora un mito.
Un concerto di ideali prima ancora che di musica. La cultura hippy che si manifesta conutta la forza degli ideali pacifisti, destinata proprio per questo a rimanere nella storia.
Qualcosa di irripetibile anche per il calibro dei protagonisti: Richie Avens, Country Joe McDonald, John Sebastian, Sweetwater, Santana, Mountain, Janis Joplin & The Kozmic Blues Band, Grateful Dead, Joe Cocker, Jimi Hendrix e tanti altri.
Insomma qualcosa che se fossi nata un pò prima non mi sarei persa per nulla al mondo e che oggi a distanza di 40 anni mi sembra inevitabile non condividere con voi.
Buon ascolto.

domenica 2 agosto 2009

Il giro del mondo in 80 giorni

Beh forse è un pò tardi per riprendere alla mia età (22 anni) uno scrittore come Jules Verne però, vista la stagione estiva già iniziata e le partenze alle porte, tutto è consentito.
Stavolta parlo de "Il giro del mondo in 80 giorni". Romanzo d'avventura per adolescenti per alcuni, mito intramontabile per altri.
Una storia ricca di dettagli dove la determinazione di vincere una scommessa diviene più forte della voglia di sostare più a lungo nei luoghi per sentirne gli odori e coglierne le essenze.
La galanteria e l'apparente freddezza del protagonista Phileas Fogg offrono una testimonianza diretta dei modi dell'alta società londinese in un tempo (il 1800) dove le differenze tra classi sociali erano evidentissime.
Niente aerei a quei tempi ma solo navi, piccole imbarcazioni, treni e perché no, elefanti.
Tutto a causa di una scommessa. Una eccentrica scommessa che arricchirà qualcuno (capitani, allevatori etc.) e salverà la vita ad altri (Audi).
Il giro del mondo in 80 giorni e 188 pagine di particolari attenti.
E come ogni storia per ragazzi che si rispetti, anch'essa prevede il lieto fine.
Un classico della letteratura senza tempo e senza età...buona lettua!

sabato 25 luglio 2009

Giustizia fai da te

I fatti di cronaca recenti hanno reso palese la richiesta di una giustizia più incisiva, che secondo l’opinione pubblica pare mancare nel nostro Paese. Non è una novità che alcuni avvenimenti di cronaca nera che maggiormente fanno discutere, sono tutt’ora irrisolti e anche laddove un colpevole è stato individuato, pare che la pena attribuita non sia mai sufficiente davanti agli orrori del reato commesso: spesso le famiglie delle vittime si ritrovano a chiedere e rimpiangere una giustizia che dovrebbe essere garantita ma che evidentemente non è sufficiente.

Da qui probabilmente nasce il timore di non sentirsi al sicuro: non sono pochi i casi in cui anche quando i colpevoli di fatti criminosi hanno conosciuto il carcere, ne sono poi usciti dimostrandosi recidivi e in alcuni casi tragici, hanno infierito ancora una volta sulla precedente vittima, spesso in maniera fatale. A chi rivolgersi allora? Dove ricercare questa sicurezza tanto agognata?

In maniera incalzante i casi di giustizia “fai da te” si moltiplicano: rapine, tentativi di aggressione o peggio tentati omicidi che finiscono con la morte dell’aggressore in seguito alla reazione della vittima che si trasforma così in carnefice. Qualcuno ha parlato di ritorno al far west, in un mondo di giustizia autogestita, dove non è difficile puntare un’arma contro un altro uomo in nome della propria difesa. Nasce da qui il dibattito: è giusto potersi difendere autonomamente? Questo fenomeno incalzante è realmente frutto di una mancanza di fiducia nella giustizia, o piuttosto sta diventando una nuova realtà che rischia di trovare nell’emulazione la sua arma più pericolosa?

Non è semplice schierarsi dall’una o dall’altra parte. Certo l’idea di una giustizia autogestita non è condivisibile, laddove si voglia evitare di diventare protagonisti della realtà criminale: non sempre infatti la difesa può diventare una giustificazione per commettere un crimine. Ci domandiamo se una forma di giustizia più efficiente sia davvero la strada giusta per evitare casi del genere, o se col passare del tempo, il rispetto dell’altro, a prescindere dagli errori commessi, stia perdendo il suo valore.

sabato 11 luglio 2009

Pomigliano Jazz Festival

Giunto alla XIV edizione il Pomigliano Jazz Festival continua ad attirare appassionati del genere dall'Italia intera. Basta dare un'occhiata al gruppo di facebook per rendersi conto di quanto questo appuntamento sia sentito. Persone pronte ad attraversare tutto lo stivale pur di non perdere l'occasione di ascoltare alcuni tra i migiori artisti a livello nazionale ed internazionale.
Personaggi del calibro di Marco Zurzolo, Enrico Rava, Stefano Battaglia.
E ancora, William Parker Chamber Trio, Anthony Braxton Diamond curtain Wall Trio Orquestra Imperial, RAIz Famoudou Don Moye...si proprio lui il carissimo Don Moye... lui che non ha rinunciato mai ad un'edizione...un amicone prima ancora di essere un musicista formidabile!

Cos'è il Jazz?
Me lo sono chiesta tante volte. Il Jazz è una musica strana. O la ami o la odi. E' di pochi. Può coinvolgere fino alle lacrime o annoiare e addirittura stancare. E' qualcosa di particolare, unico, forse destinato all'estinzione. E' tutto meno che commerciale. Non d'elité ma di nicchia. E' la musica dei poveri artisti di strada o dei ricchi artisti ribelli. E' musica, solo musica. Anzi note, note che si susseguono in modo quasi irrazionale ma non privo di significato.

Un consiglio: il Jazz non va compreso va solo ascoltato!...(ci ho messo qualche anno ma alla fine l'ho capito).

venerdì 29 maggio 2009

Quando il tuo Paese non è la tua casa

E' opinione diffusa che i momenti difficili, così come quelli felici, si voglia condividerli con le persone importanti della nostra vita, che siano famigliari, amici o conoscenti. Non esiste, a mio parere, sensazione più bella che condividere un momento di gioia con le persone che amiamo così come non c'è momento di maggior conforto che poter piangere sulla spalla di qualcuno che sai ti comprenderà fino in fondo e non ti giudicherà mai nemmeno per i tuoi errori.
Queste sono probabilmente le emozioni e sensazioni che ognuno vorrebbe provare almeno una volta nella vita, perchè vorrebbe dire che nel bene e nel male tutti avremmo una casa a cui tornare. Una casa...Vorrei allargare questo concetto ed esularlo dalla mera idea di "edificio" e "costruzione", sebbene pure questa rappresenti una piaga per molti. Quello che vorrei sottolineare è l'idea di casa come accoglienza, come protezione come luogo di totale sicurezza nel quale ognuno dovrebbe poter trovare rifugio. La domanda che continua a ronzarmi in testa è: perchè il mio Paese non è la mia "casa"? E certo può essere un problema esclusivamente mio, molti potrebbero obiettare e dire che invece loro si sentono bene avvolti tra le braccia di "mamma Italia". Ma, inizio a dubitare che sia così. Sempre più spesso il desiderio comune tra i giovani miei coetanei è quello di andare via. Certo per i motivi più disparati: lavoro, viaggi, svago, amore...ma comunque andare via dal proprio Paese. Il proprio Paese...il punto è questo! Non ci sentiamo parte di questo Paese, non ci sentiamo parte della grande famiglia Italiana e ci ritroviamo a cantare l'inno con la mano sul cuore solo per la nazionale italiana di calcio. Nulla ci identifica in quanto figli di questa patria...il sentimento comune è quello di fuggire via alla prima occasione, di evadere da un luogo che ci fa sentire estranei nella nostra stessa terra natale...
Le responsabilità per questo? Beh si potrebbe concludere in maniera banale e dire che la colpa è dei politici...e forse in parte è vero, ma proviamo a guardare anche dentro di noi ogni tanto e a riscoprire il nosto amore per l' Italia...e se ancora esiste, dimostriamolo versando anche una sola lacrima ovemai il giorno dell'addio dovesse arrivare.

martedì 26 maggio 2009

Cinema vuoto in 3D

La nuova tecnologia 3D sta letteralmente invadendo le nostre sale cinematografiche dove anche i film Disney si vedono imprescindibilmente con occhialini da terza dimensione.
Inutile dire che in Italia è la novità del momento, mentre in altri paesi è già storia, vedi Berlino che possiede un intero cinema esclusivamente dedicato al mondo 3D. Essere al passo coi tempi è certamente importante, il progresso ci migliora, affina le nostre possibilità e capacità...
Ultimo evento cinematografico, con incassi straordinari e file infinite in tutte le sale è stato "San Valentino di sangue", in 3D appunto. Per gli amanti dell' horror un'occasione ghiotta per vivere direttamente (o quasi) all' interno del film, diventando spettatori-protagonisti di morti violente e terrore. Certo, un'ora e mezza di grande effetto, dove pallottole e picconi insangunati parevano realmente colpire lo spettatore seduto comodamente in poltrona. Ma tanta tecnologia a che prezzo? A scapito della sceneggiatura e della story line evidentemente, che risultano vuote e poco coinvolgenti. Un horror splatter che lascia inorriditi anche gli amanti del genere, e che delude su tutta la linea quando si parla di contenuti. Il finale, naturalmente, lascia intravedere la possibilità di un sequel e quindi ecco creata una saga in 3D, che sinceramente potevano anche risparmiarci. E' un caso unico, o saremo vittime di una continua produzione di vuote pellicole in 3D? Ci viene in mente "Nuovo cinema Paradiso" e l'amore e la passione per il cinematografo, dove anche un film in bianco e nero proiettato sul muro esterno di un cinema, regalava emozioni senza precedenti.

domenica 19 aprile 2009

Termovalorizzatore di Acerra...tanto per cominciare!

Il 26 Marzo si è tenuta l’inaugurazione del termovalorizzatore di Acerra. Nell’ordinanza del Presidente del Consiglio del 18 Marzo, si legge che in esso sarà possibile conferire “rifiuti imballati e non imballati” e “ovunque stoccati” provenienti da impianti di selezione e trattamento previsti nel Dl 90 del 2008 ( e cioè Cavano, Tufino, Giugliano, Santa Maria Capua Vetere, Avellino etc), “prescindendo dalla qualifica di destinazione già attribuita ai rifiuti stessi, prodotti dalla data di risoluzione dei contratti con le società ex affidatarie del servizio di gestione dei rifiuti in Campania”. Tale provvedimento, servirebbe dunque a “garantire il più afficace e proficuo esercizio del termovalorizzatore di Acerra, in relazione alla situazione emergenziale in essere nella regione Campania, con particolare riguardo agli aspetti connessi alla necessità di assicurare la migliore tutela della salute della popolazione e dell’ambiente”.
Dunque, le “ecoballe” verranno bruciate così come sono state confezionate ovvero indipendentemente dalla loro composizione. L’inceneritore è quindi autorizzato da subito a bruciare tutto, sprigionando così fumi ben più tossici di quelli che era destinato a produrre.
Le ceneri prodotte rappresenterebbero inoltre il 40% del materiale bruciato e sono molto più pericolose delle discariche a cielo aperto.
Per assurdo avere Napoli e le sue province sommerse dai rifiuti sarebbe meno nocivo di quanto non possa esserlo bruciare i suoi rifiuti in modo indifferenziato nel nuovo termovalorizzatore!
Quanto accaduto a Forlì: http://www.youtube.com/watch?v=P_VwHNA1iA0
Quanto accaduto a Brescia: Asm di Brescia, per evitare la valutazione di impatto ambientale (Brescia è una delle città che vanta una delle più elevate contaminazioni al mondo da PCB e diossine in relazione al “caso Caffaro”), aveva costruito la terza linea dell’inceneritore destinata a bruciare rifiuti speciali e “urbani camuffati da Cdr (Combustibile derivato dai rifiuti)”, senza alcuna autorizzazione preventiva, confidando di ottenere ad opera compiuta il “silenzio-assenso” della Provincia (com’è avvenuto) in applicazione delle procedure semplificate di cui agli artt. 31-33 del Decreto “Ronchi” 22 /97, quelle stesse famigerate “procedure semplificate” che erano state oggetto di referendum insieme all’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori.
Per rientrare nelle “procedure semplificate” Asm aveva propagandato che la terza linea dell’inceneritore (250.000 tonnellate di rifiuti all’anno) avrebbe bruciato solo “biomasse”, costruendo a tal fine un setto separatore nella vasca di raccolta dei rifiuti, per delimitarla dalle altre due linee già funzionanti dal 1998. In realtà non si tratta di “biomasse”, ma di rifiuti speciali, in particolare pulper di cartiera, cioè rifiuti delle lavorazione della carta da riciclo, Cdr e di altri rifiuti industriali ed agroindustriali importati da tutta Italia.

In breve, Brescia avrebbe violato ben 4 direttive sull’ambiente e sarebbe stata dunque sottoposta al pagamento di una mora.

...a breve la seconda puntata!